Il cotone è uno dei tessuti più utilizzati nel mondo della personalizzazione: t-shirt, felpe, shopper, borse e abbigliamento da lavoro sono solo alcuni dei prodotti che possono essere stampati.
Ma la stampa su cotone non si realizza sempre nello stesso modo. DTF, DTG, serigrafia e transfer serigrafico utilizzano processi differenti e possono essere più o meno indicati in base al supporto, alla grafica, alla quantità da produrre e all’organizzazione del lavoro.
Prima di scegliere una tecnologia è quindi importante capire cosa si deve stampare e quale risultato si vuole ottenere.
Se vuoi partire da una panoramica più ampia, nella nostra guida dedicata abbiamo approfondito le principali tipologie di stampa su tessuto.
Il cotone si presta a diverse tecnologie di personalizzazione e non esiste una tecnica migliore in assoluto.
La scelta dipende soprattutto dal progetto.
| Tecnica | Quando può essere indicata | Caratteristiche principali |
|---|---|---|
| DTF | Grafiche dettagliate, molti colori, produzioni flessibili e riassortimenti | Versatile e applicabile tramite termopressa |
| DTG | Immagini fotografiche e stampa diretta sul capo | Stampa direttamente sul tessuto |
| Serigrafia | Tirature elevate della stessa grafica | Efficiente soprattutto con grandi quantità e pochi colori |
| Transfer serigrafico | Loghi e grafiche da produrre prima e applicare successivamente | Separa la produzione del transfer dall’applicazione sul capo |
Vediamo le principali differenze.
Il DTF, Direct to Film, prevede che la grafica venga stampata su una specifica pellicola e successivamente trasferita sul tessuto utilizzando una termopressa.
È una tecnologia particolarmente flessibile perché permette di riprodurre grafiche con numerosi colori, sfumature e dettagli senza dover preparare un telaio per ogni colore.
Il transfer DTF può quindi essere una soluzione interessante quando si devono gestire produzioni variabili, grafiche differenti o riassortimenti nel tempo.
Grazie al bianco di fondo, inoltre, la grafica mantiene una buona coprenza anche sui tessuti scuri.
Per i transfer DTF Crios applicati sul cotone utilizziamo come riferimento 150 °C per 10 secondi con stacco a caldo. È comunque importante effettuare sempre un test preliminare sul supporto, perché composizione, grammatura e trattamenti del tessuto possono modificarne il comportamento durante l’applicazione.
Con il DTG, Direct to Garment, l’immagine viene invece stampata direttamente sul capo.
Il cotone è uno dei tessuti sui quali questa tecnologia trova maggiore applicazione, soprattutto per grafiche fotografiche, sfumature e immagini molto articolate. A seconda del tessuto e del colore può essere necessario effettuare un pretrattamento prima della stampa.
DTF e DTG possono sembrare simili per il tipo di grafica che permettono di realizzare, ma il processo produttivo è diverso.
Ne abbiamo analizzato più nel dettaglio vantaggi e differenze nell’articolo dedicato al confronto tra DTG e DTF.
La serigrafia è una delle tecniche tradizionalmente utilizzate per la stampa su tessuto.
Nella serigrafia diretta l’inchiostro viene depositato direttamente sul capo attraverso un telaio. Per questo motivo tende a risultare particolarmente efficiente quando si devono realizzare quantità elevate della stessa grafica, soprattutto se composta da pochi colori.
Il transfer serigrafico utilizza invece una logica differente: la grafica viene prima realizzata su un supporto e successivamente applicata al tessuto con una termopressa.
Questo permette, ad esempio, di produrre in anticipo i transfer e applicarli successivamente in base a taglie, modelli, colori o riassortimenti necessari.
Se vuoi approfondire la differenza tra i due processi, abbiamo dedicato una guida alla scelta tra serigrafia e transfer.
Le magliette sono probabilmente uno dei prodotti più comuni quando si parla di stampa su cotone.
T-shirt, polo e felpe presentano generalmente superfici facilmente accessibili, ma prima di procedere alla personalizzazione è comunque necessario verificare alcune caratteristiche del capo.
La prima è la composizione.
Una t-shirt può essere realizzata in cotone 100%, ma anche in una miscela di cotone e fibre sintetiche. Cambiano inoltre grammatura, trama, colore e trattamenti superficiali.
Anche la grafica deve essere valutata in relazione al supporto. Un piccolo logo sul petto e una stampa molto estesa sulla schiena, per esempio, non hanno lo stesso impatto sul capo.
Nel caso del DTF, una superficie completamente piena comporta una maggiore presenza del transfer sul tessuto. Progettare correttamente la grafica, sfruttando quando possibile anche spazi vuoti e dettagli, permette quindi di migliorare non soltanto l’aspetto visivo ma anche il risultato finale al tatto.
La stampa su shopper in cotone è molto utilizzata per merchandising, eventi, negozi, associazioni e comunicazione aziendale.
Shopper e borse di cotone possono sembrare supporti semplici da personalizzare grazie alla loro superficie prevalentemente piana, ma anche in questo caso è importante verificare la costruzione del prodotto.
La grammatura può variare molto tra una shopper promozionale leggera e una borsa realizzata in canvas di cotone più pesante. Inoltre cuciture, bordi, manici e spessori possono rendere meno uniforme la pressione esercitata dalla termopressa.
Prima di procedere con la produzione è quindi importante individuare correttamente l’area di stampa ed effettuare un test sul supporto.
Lo stesso principio vale per molti altri prodotti tessili. Cappellini, borse, scarpe e accessori presentano caratteristiche specifiche che abbiamo approfondito nella guida dedicata alle applicazioni DTF sugli accessori.
Prima di scegliere la tecnica e avviare la produzione conviene verificare alcuni elementi.
Composizione del tessuto.
È importante capire se si tratta di cotone 100% o di un materiale misto.
Grammatura e struttura.
Un cotone leggero non reagisce necessariamente come una tela più spessa.
Colore del supporto.
Il colore può influenzare la tecnica utilizzata e il modo in cui deve essere costruita la stampa.
Area da personalizzare.
Cuciture, tasche, zip, bordi e altri spessori possono rendere più complessa l’applicazione.
Grafica.
Numero di colori, sfumature, dettagli e dimensioni sono elementi determinanti nella scelta della tecnologia.
Quantità.
Una produzione di pochi pezzi e una tiratura di migliaia di articoli possono richiedere approcci differenti.
Utilizzo del prodotto.
Una shopper promozionale, una t-shirt fashion e un capo da lavoro sottoposto a lavaggi frequenti hanno esigenze diverse.
Per questo la scelta non dovrebbe partire solamente dalla tecnologia disponibile, ma dall’insieme delle caratteristiche del progetto.
Non esiste una risposta valida per ogni lavorazione.
Il DTF offre grande flessibilità, soprattutto con grafiche articolate, numerosi colori, varianti e riassortimenti.
Il DTG può essere indicato quando si vuole stampare direttamente sul capo, in particolare con immagini fotografiche o molte sfumature.
La serigrafia diretta mantiene importanti vantaggi produttivi nelle tirature elevate della stessa grafica.
Il transfer serigrafico consente invece di separare la produzione della stampa dal momento dell’applicazione, facilitando la gestione di capi, taglie e riordini.
Il cotone, quindi, è soltanto il punto di partenza. Per scegliere correttamente bisogna considerare insieme supporto, grafica, quantità e processo produttivo.
Crios Transfer lavora ogni giorno con stamperie, tipografie, ricamifici, negozi di articoli sportivi e professionisti della personalizzazione.
Se devi realizzare stampe su magliette, shopper, borse o altri prodotti in cotone, raccontaci il progetto, il tipo di tessuto e la grafica da applicare. Possiamo aiutarti a individuare il transfer più adatto alla lavorazione.