Guida pratica per valutare quanto piccoli possono essere i dettagli quando si progettano transfer serigrafici, DTF e patch. L’obiettivo è impostare file chiari e riproducibili, evitando micro-elementi a rischio di perdita di definizione.
In generale, si consiglia di non scendere sotto 0,5 mm di spessore: è il punto in cui linee, testi sottili e spazi negativi mantengono una buona leggibilità, stabilità in applicazione e tenuta nel tempo (lavaggi, uso, abrasioni leggere).
Per dettaglio minimo si intende la dimensione sotto la quale un segno (linea, testo, spazio negativo) non risulta più leggibile e stabile in produzione o durante l’uso. Incidono supporto/film, materiale della patch, trama del tessuto, presenza del bianco di base e modalità di applicazione a caldo.
La soglia di 0,5 mm rappresenta un margine di sicurezza: al di sotto, il calore e la pressione dell’applicazione, insieme alle micro-dilatazioni del supporto, possono far chiudere controforme (es. gli interni di “a”, “e”, “o”), “spezzare” filetti molto fini o farli risultare inconsistenti dopo alcuni lavaggi.
Nei transfer serigrafici, la grafica è stampata su un supporto e poi pressata a caldo sul capo, con contorni puliti e buona ripetibilità.
Per evitare criticità su micro-elementi, è opportuno mantenere spessori pari o superiori a 0,5 mm e garantire respiro tra elementi vicini: questo riduce il rischio che, durante il trasferimento o l’uso, i segni più fini perdano definizione o aderenza nei punti più delicati.
La stampa DTF è adatta a particolari minuti e testi fini. Anche qui, 0,5 mm è una soglia che tutela leggibilità e resa, soprattutto nelle controforme e nei tratti isolati.
È utile controllare l’anteprima alla dimensione reale e verificare che gli spazi interni non risultino chiusi: se un dettaglio è al limite, conviene ispessire leggermente o aumentare la spaziatura per mantenerlo chiaro dopo il trasferimento.
Le patch aggiungono spessore e struttura: questo valorizza l’estetica, ma richiede dettagli meno minuti. Come linea guida, 0,5 mm è una soglia di riferimento per segni e testi; scendere sotto può penalizzare nitidezza e durata, specie con finiture materiche.
Per dettagli molto piccoli la soluzione preferibile è la stampa DTF, che conserva al meglio micro-segni e controforme rispettando la soglia di 0,5 mm. Per dettagli piccoli ma non estremi risultano indicati i transfer serigrafici, con buona definizione e resa uniforme. Quando il progetto prevede macro-dettagli o un’estetica materica/strutturata, le patch sono la scelta più adatta. In caso di dubbi, la consulenza grafica Crios può verificare i file e proporre eventuali micro-adattamenti (ispessimenti, spaziature) per rientrare nel margine di sicurezza.
Perché cambiano supporto, materiale e modalità di applicazione: ciascuna tecnologia ha tolleranze diverse sui micro-elementi.
In generale, DTF o transfer serigrafici offrono più margine sui dettagli minuti. Le patch rendono al meglio con segni più strutturati.
Sì: è consigliabile richiederla in fase d’ordine, così da ottimizzare eventuali micro-aree critiche.
La riproducibilità dei dettagli dipende dal rapporto tra segno, materiale e applicazione. Per individuare la soluzione più adatta al progetto Crios Transfer mette a disposizione consulenza grafica e servizio clienti: dal file alla produzione, viene consigliata e realizzata la tecnica più adeguata.
Contattaci per scoprire qual è la scelta più adatta per le tue stampe!